POTERE SU SE STESSI …per scegliere cosa fare, dove andare e chi avere come compagni di viaggio

Tutti vogliamo una vita felice e con tutte le soddisfazioni possibili.

Sappiamo che si dice, “ciascuno crea il proprio destino”, ma spesso ci sentiamo intrappolati in una rete che pare trattenerci o spingerci in una direzione inevitabile, illusi da falsi desideri.

In questo seminario, condotto da Sauro Tronconi, creeremo assieme alcune condizioni per stare bene ed imparare a sentire quella forza e fiducia in noi stessi che sta alla base di una condizione esistenziale soddisfacente.

Corsi / seminari a Cosenza, Forlì Imola, Merano, Milano, Treviso, Trieste e Venezia

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SE STAI FACENDO QUALCOSA E SAI GIÀ DI FARLA BENE….. ALLORA NON STAI IMPARANDO COSE NUOVE

Perché è necessario essere disponibili a mobilitare le nostre esperienze verso nuovi apprendimenti.

A cura di Paolo Fusari (psicologo del lavoro – Trieste)

Essere curiosi vuol dire essere disponibili ad esplorare nuovi percorsi, nuove aree di conoscenza e di interesse. Significa anche sapersi muovere verso nuovi apprendimenti, i quali alle volte possono essere anche difficili e rischiosi. Per esempio nel contesto di lavoro, ma anche nella nostra vita quotidiana, questo “movimento”  verso il nuovo diventa indispensabile per crescere e per rafforzare le proprie competenze.

I nostri comportamenti come i nostri processi di apprendimento e di miglioramento professionale tendenzialmente si caratterizzano e si spostano secondo un modello a zone..

Se vogliamo essere curiosi, apprendere nuove cose ed esplorare nuovi territori dobbiamo sperimentarci nel passaggio tra una Zona di comfort (quella consolidata, nota, nella quale tutto va bene, funziona, ecc.) per poi passare attraverso la propria Zona di curiosità o di rischio. Ogni situazione di nuovo apprendimento, di curiosità e di nuova sperimentazione può avvenire con il passaggio da una Zona di comfort ad una Zona di curiosità o di rischio per concludersi poi nuovamente in una nuova Zona di comfort, dove ci “riprendiamo un po’, prendiamo fiato”.

In questo modo possiamo crescere e migliorare più efficacemente, sul lavoro e nella nostra vita quotidiana. Ognuno di noi nel corso della sua vita professionale e personale passa così attraverso una serie numerosa di aree di comfort e di aree di rischio e il passaggio da una zona ad un’altra mobilita le nostre emozioni, ci rende curiosi, ci rende consapevoli circa la gestione delle nostre competenze ed abilità e ci aiuta a non permanere a lungo in zone di stress nelle quali la curiosità non c’è e ogni apprendimento e percorso di crescita risulta alle volte particolarmente compromesso.

CHE COS’É IL METODO FEUERSTEIN?

Reuven FeuersteinIn che cosa consiste l’approccio Feuerstein? Ce lo spiega Jael Kopciowski, che di  Reuven  Feuerstein è stata discepola e collaboratrice e che usa la metodologia anche nei corsi proposti con Formazione Espande.

In che cosa consiste l’approccio Feuerstein?

Una risposta non certo esauriente ma, quanto meno, indicatrice delle linee generali che lo delineano potrebbe essere:

“Un metodo per il potenziamento delle capacità mentali basato sulla consapevolezza che l’intelligenza non è un fattore predeterminato e stabile ma un elemento passibile di evoluzione. Feuerstein esplicita le condizioni che permettono il potenziamento di tali capacità, fornendo indicazioni riguardanti l’ambiente in cui operare, l’approccio educativo da instaurare e predisponendo esercitazioni pratiche, utili al superamento di eventuali carenze cognitive, agendo contemporaneamente sulla sfera affettivo-emozionale.”

Questa spiegazione, però, non rende pienamente ragione della sua essenza: il metodo Feuerstein è qualche cosa di più: è una filosofia di vita, è uno stimolo ad operare e ad agire seguendo criteri di attualità, praticità, dinamismo ed ottimismo. Ogni individuo è modificabile sul piano cognitivo in quanto l’organismo umano è un sistema aperto, caratterizzato da grande plasticità.

Feuerstein parlando dell’intelligenza, dice: “E’ ora di smettere di misurare ciò che non è misurabile, è ora di potenziare ciò che è potenziabile.”

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